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Il regolamento europeo sull'IA

Il regolamento UE sull'IA divide gli usi in quattro livelli di rischio e obbliga i datori di lavoro a sviluppare l'alfabetizzazione IA del personale.

In 30 secondi

Dove succede
In qualsiasi organizzazione che fornisce o utilizza un sistema di IA, compreso un semplice assistente di scrittura o di traduzione4.
Cosa prevede il testo
Quattro livelli di rischio, dalle pratiche vietate al rischio minimo, senza regole per quest'ultimo1.
Il riflesso
Informarsi sui rischi propri dello strumento utilizzato, come le risposte inventate4, e chiedere al datore di lavoro quale formazione sull'IA è prevista.
Se non è stato fatto
L'obbligo dell'articolo 4 si applica dal 2 febbraio 2025 e il controllo dal 2 agosto 20264.

Di cosa si tratta

Il regolamento europeo sull'IA (regolamento (UE) 2024/1689) è il primo quadro giuridico completo sull'IA al mondo, secondo la Commissione europea2. Fissa regole diverse a seconda dei rischi legati a usi specifici dell'IA2.

Per un dipendente, la conseguenza più diretta è l'articolo 4: le aziende che forniscono o utilizzano sistemi di IA devono adottare misure per sviluppare l'alfabetizzazione in materia di IA del proprio personale4.

Domande dirette

Quali sono i quattro livelli di rischio?

Il regolamento distingue il rischio inaccettabile, l'alto rischio, il rischio di trasparenza e il rischio minimo2.

In cima ci sono le pratiche vietate. La Commissione ne conta nove, tra cui il punteggio sociale, il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e negli istituti di istruzione, o la manipolazione e l'inganno dannosi basati sull'IA2.

Al secondo livello c'è l'alto rischio: casi d'uso che possono presentare rischi gravi per la salute, la sicurezza o i diritti fondamentali. La Commissione cita in particolare gli strumenti di IA per l'occupazione e la gestione dei lavoratori, come un software di selezione dei CV per l'assunzione2.

Al terzo c'è la trasparenza. Un chatbot deve dichiarare che si sta parlando con una macchina, e alcuni contenuti generati dall'IA, come i deepfake, devono essere etichettati in modo chiaro e visibile2.

Alla base c'è il rischio minimo: la Commissione cita i filtri antispam e i videogiochi che usano l'IA, che non sono soggetti ad alcun obbligo12.

Cosa dice l'articolo 4?

L'articolo 4(1) impone ai fornitori e ai deployer di sistemi di IA di adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione in materia di IA del proprio personale e delle altre persone che usano questi sistemi per loro conto. Tali misure tengono conto delle conoscenze tecniche, dell'esperienza, dell'istruzione e della formazione di ciascuno, nonché del contesto d'uso4.

La formazione è obbligatoria, con un certificato?

La Commissione risponde che non è imposta alcuna formazione obbligatoria rigida e che non esiste un formato unico4. Un certificato non è necessario: l'organizzazione può tenere un registro interno delle formazioni o delle altre azioni4. Non è richiesta nemmeno una particolare struttura di governance4.

Il datore di lavoro deve misurare il livello dei dipendenti?

No. L'articolo 4 non obbliga a misurare le conoscenze dei dipendenti in materia di IA e non richiede di garantire un livello preciso a ogni persona4.

1Cosa cambia per i dipendenti1 min

Secondo la Commissione, un dipendente che usa ChatGPT per scrivere un testo pubblicitario o per tradurre deve essere informato dei rischi propri dello strumento, per esempio l'allucinazione4. Leggere le istruzioni di un sistema può non bastare: in molti casi, chiedere al personale di leggerle potrebbe risultare inefficace4.

L'obbligo riguarda anche le persone che lavorano per l'organizzazione senza essere dipendenti, per esempio un collaboratore esterno4. In caso di danno, il fornitore di un sistema di IA può essere perseguito secondo il diritto nazionale, e la Commissione precisa che il regolamento non crea né un reato né un diritto al risarcimento4.

Per i sistemi ad alto rischio si aggiunge un punto distinto: i deployer devono assicurarsi che il personale che li utilizza sia formato per esercitare la sorveglianza umana4. Per un sistema di questo tipo, possono essere pertinenti misure supplementari affinché i dipendenti sappiano come usarlo4. Le regole per l'alto rischio dell'allegato III si applicano solo a partire dal 2 dicembre 20272.

2Cosa cambia per la direzioneDirezione1 min

Un'organizzazione che utilizza sistemi di IA dovrebbe esaminare il proprio ruolo (fornitore o deployer) e il rischio dei sistemi interessati. La Commissione suggerisce almeno le seguenti tappe e domande, qui quattro: che cos'è l'IA e quale IA usa l'organizzazione, il suo ruolo, il rischio dei sistemi, poi le lacune di conoscenza del personale e il contesto d'uso4.

Una persona laureata in sviluppo di IA è normalmente considerata formata, ma l'organizzazione deve verificare che conosca i sistemi dell'azienda e i loro rischi4. Possono coesistere più livelli di formazione4.

Gli obblighi dell'articolo 4 sono stati modificati dall'omnibus digitale sull'IA: l'alfabetizzazione in materia di IA resta un obbligo, senza un livello specifico imposto, e la Commissione e gli Stati membri devono continuare a sostenere le organizzazioni, in particolare con esempi di conformità pubblicati sulla piattaforma informativa unica4. Riprodurre le pratiche del repertorio della Commissione non conferisce automaticamente una presunzione di conformità con l'articolo 44.

3Cosa dice il testoTesto ufficiale1 min

Il regolamento è stato proposto dalla Commissione nell'aprile 2021, poi concordato tra il Parlamento europeo e il Consiglio nel dicembre 20231. È entrato in vigore il 1° agosto 20241.

Per l'alto rischio, obblighi rigorosi si applicheranno prima dell'immissione sul mercato a partire dal 2 dicembre 2027 (allegato III): valutazione e attenuazione dei rischi, dati di alta qualità, registrazione, documentazione, informazione del deployer, sorveglianza umana, robustezza, cibersicurezza e accuratezza2.

I modelli di IA per finalità generali, come i grandi modelli linguistici, rientrano in una categoria a parte, con obblighi che vanno dalla trasparenza minima alla valutazione dei rischi sistemici3. Il regolamento non sostituisce il GDPR: lo integra3.

4A che punto è l'applicazione2 min

Secondo la Commissione, il regolamento è diventato applicabile il 2 agosto 2026, con eccezioni2. La CNIL illustra le tappe del calendario rivisto3:

  • 2 febbraio 2025: divieti, esclusi quelli relativi ai contenuti pedopornografici e ai deepfake sessuali (per la Commissione, i divieti da 1 a 8 e gli obblighi di alfabetizzazione in materia di IA)23.
  • 2 agosto 2025: regole per i modelli di IA per finalità generali e nomina delle autorità competenti3.
  • 2 agosto 2026: obblighi di trasparenza per alcuni sistemi3.
  • 2 dicembre 2026: divieto dei sistemi che generano contenuti pedopornografici e deepfake sessuali3.
  • 2 dicembre 2027: regole per i sistemi ad alto rischio dell'allegato III, tra cui l'occupazione23.
  • 2 agosto 2028: regole per i sistemi ad alto rischio dell'allegato I (giocattoli, dispositivi medici, ecc.)23.

Questi rinvii derivano dall'omnibus sull'IA. La Commissione scrive che un accordo politico è stato raggiunto il 7 maggio 2026 e che il testo è entrato in vigore il 27 luglio 20262. La CNIL indica che la versione modificata è stata adottata il 24 luglio 20263.

Sul fronte dei controlli, l'articolo 4 non è sorvegliato dall'Ufficio per l'IA ma dalle autorità nazionali di vigilanza del mercato, che effettuano controlli dal 2 agosto 20264. Tali autorità potrebbero irrogare sanzioni fondate sul diritto nazionale, proporzionate alla natura e alla gravità dell'infrazione; ciò sarebbe più probabile in caso di incidente dovuto a una carenza di formazione4. Ogni Stato membro sceglie la struttura di queste autorità, e una di esse funge da punto di contatto nazionale se ne sono designate più di una3.

L'Ufficio per l'IA, istituito all'interno della Commissione, supervisiona i modelli di IA per finalità generali. Può svolgere indagini, chiedere misure correttive e infliggere sanzioni pecuniarie5. Sostiene il Comitato europeo per l'intelligenza artificiale, che riunisce rappresentanti di ogni Stato membro35.

Scheda

Identificativo
CP-368
Ala
6. Governance e GRC
Competenza Brain
Uso responsabile (use_responsibly)
Riflesso Brain
air-051
Schema
G3 · Sezione anatomica
Lingue
de, en, es, fr, it
Fonti
5 fonti verificate il 3 novembre 2026
Fonti5 fonti
  1. Commission européenne, «AI Act enters into force», 1 agosto 2024. https://commission.europa.eu/news-and-media/news/ai-act-enters-force-2024-08-01_en (consultato il 3 novembre 2026)
  2. Commission européenne, «Législation sur l’IA». https://digital-strategy.ec.europa.eu/fr/policies/regulatory-framework-ai (consultato il 3 novembre 2026)
  3. CNIL, «Entrée en vigueur du règlement européen sur l’IA : les premières questions-réponses de la CNIL», 12 luglio 2024. https://www.cnil.fr/fr/entree-en-vigueur-du-reglement-europeen-sur-lia-les-premieres-questions-reponses-de-la-cnil (consultato il 3 novembre 2026)
  4. Commission européenne, «AI Literacy - Questions & Answers». https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/faqs/ai-literacy-questions-answers (consultato il 3 novembre 2026)
  5. Commission européenne, «Bureau européen de l’IA». https://digital-strategy.ec.europa.eu/fr/policies/ai-office (consultato il 3 novembre 2026)

Cita questo articolo

Brain, «Il regolamento europeo sull'IA», Cyberpedia, 2026. https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/regolamento-europeo-ia-ai-act/

BibTeX
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