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Cloud Act, FISA e sovranità dei dati

Leggi americane possono aprire l'accesso a dati ospitati in Europa. Cosa dice il GDPR, cosa cambia con il quadro UE-USA, e SecNumCloud.

In 30 secondi

Dove accade
In qualsiasi servizio cloud (archiviazione, posta, strumenti d'ufficio online) fornito da un prestatore soggetto a una legge extraeuropea, anche se i server si trovano in Europa1.
Cosa prevede il diritto
Il GDPR riconosce la decisione di un'autorità di un Paese terzo che richiede dati solo se si fonda su un accordo internazionale, come un trattato di mutua assistenza giudiziaria3.
Cosa propone la Francia
La versione 3.2 del referenziale SecNumCloud dell'ANSSI include requisiti di protezione rispetto a queste leggi1.
Il riflesso
Prima di caricare un dato in uno strumento cloud, verificare che sia fornito o approvato dall'azienda e chiedere alla direzione informatica o al responsabile della protezione dei dati quali dati vi possono essere inseriti.

Di cosa si tratta

Quando un'azienda affida file, messaggi o software a un servizio cloud, sceglie anche, spesso senza accorgersene, il diritto a cui i suoi dati sono soggetti. Il CERT-FR, legato all'ANSSI, osserva che alcuni fornitori di hosting sono soggetti a normative come il Cloud Act e il FISA americani, che consentono alle autorità di quel Paese di accedere ai dati conservati nel cloud, anche al di fuori del loro territorio1.

Il rapporto del Senato francese scrive che «les géants américains sont tenus à l'application des régimes de sanctions extraterritoriales ou des règles d'accès aux preuves électroniques (comme le Cloud Act)»2. Questa scheda spiega cosa cambia per un dipendente e per la direzione.

Domande dirette

I dati ospitati in Europa sono al riparo dalle leggi americane?

Non necessariamente. Secondo il CERT-FR, queste leggi consentono alle autorità americane di accedere ai dati conservati nel cloud, anche al di fuori del loro territorio1. La CNIL parla di un rischio per i dati conservati da un'impresa soggetta a un diritto extraeuropeo, come i fornitori di hosting la cui società madre ha sede negli Stati Uniti5.

Il fornitore può avvisare il proprio cliente?

Il CERT-FR descrive leggi che obbligano i fornitori di hosting a trasmettere alle proprie autorità i dati dei clienti, senza possibilità di ricorso e senza informare i clienti stessi1.

La cifratura basta?

No, secondo il CERT-FR. Non offre una protezione adeguata se anche le chiavi di cifratura si trovano nel cloud, il che avviene in genere quando i dati cifrati sono elaborati nel cloud e non soltanto archiviati1.

Cosa dice il GDPR?

L'articolo 48 esclude il riconoscimento automatico di una decisione straniera: questa può essere riconosciuta o resa esecutiva solo se fondata su un accordo internazionale in vigore tra il Paese richiedente e l'Unione o uno Stato membro3.

Gli Stati Uniti sono un Paese «adeguato»?

Per le imprese che aderiscono al Data Privacy Framework, sì. La Commissione europea ha adottato la propria decisione di adeguatezza un 10 luglio, e i dati personali possono circolare liberamente dall'UE verso queste imprese4. La CNIL data questa decisione al 10 luglio 20235.

1Cosa cambia per i dipendenti1 min

Il dipendente non deve valutare quale diritto si applichi: il suo ruolo è non aggirare gli strumenti scelti dall'azienda. Un servizio cloud personale o gratuito, usato per un documento di lavoro, sfugge alla scelta del fornitore di hosting, alla classificazione dei dati e al contratto che la direzione può aver negoziato.

Il CERT-FR ricorda inoltre che, nel cloud, i clienti dei servizi cloud hanno responsabilità importanti nella gestione dei dati e delle identità1. Un dipendente che condivide un file o carica un documento agisce sui dati dell'azienda.

Ne derivano due abitudini: usare gli strumenti forniti o approvati e segnalare alla direzione informatica un uso del cloud non approvato; chiedere prima di caricarvi grandi basi di dati sanitari, relativi a reati o riguardanti minori, che la CNIL indica tra i dati sensibili5.

2Cosa cambia per la direzioneDirezione1 min

La scelta del fornitore di hosting diventa una decisione giuridica oltre che tecnica. Il CERT-FR scrive che è indispensabile valutare questi rischi caso per caso1.

Per i trattamenti più sensibili, la CNIL raccomanda di ricorrere a un prestatore soggetto esclusivamente al diritto europeo e che offra il livello di protezione adeguato5. Il CERT-FR segnala un secondo rischio. Un servizio fornito da un prestatore straniero può essere soggetto a restrizioni all'esportazione o a sanzioni, che possono cambiare nel tempo, con effetti sulla disponibilità dei dati e delle applicazioni1.

3Cosa dice il testoTesto ufficiale2 min

Il capo V del GDPR disciplina i trasferimenti di dati personali verso Paesi terzi. L'articolo 44 pone il principio: un trasferimento ha luogo solo se le condizioni del capo sono rispettate, in modo che il livello di protezione garantito dal regolamento non sia compromesso3.

Il capo prevede più strade. La decisione di adeguatezza della Commissione non richiede alcuna autorizzazione specifica (articolo 45)3. In sua assenza sono possibili garanzie adeguate: tra le altre, norme vincolanti d'impresa o clausole tipo di protezione dei dati (articolo 46)3. Esistono deroghe per situazioni particolari, come il consenso esplicito dell'interessato (articolo 49)3.

L'articolo 48 tratta il caso preciso di un'ingiunzione straniera: la decisione di un'autorità giurisdizionale o amministrativa di un Paese terzo che richieda un trasferimento o una comunicazione di dati può essere riconosciuta o resa esecutiva solo se si basa su un accordo internazionale, come un trattato di mutua assistenza giudiziaria3.

Sul versante americano, la Commissione spiega che l'adeguatezza ha fatto seguito a un ordine esecutivo presidenziale del 7 ottobre e a un regolamento del procuratore generale degli Stati Uniti. Questi testi hanno introdotto garanzie vincolanti per rispondere alla sentenza Schrems II della Corte di giustizia dell'Unione europea del luglio 2020: accesso delle agenzie di intelligence limitato a ciò che è necessario e proporzionato, e meccanismo di ricorso indipendente per i reclami degli europei4. Queste garanzie si applicano a tutti i trasferimenti verso imprese americane, qualunque sia lo strumento di trasferimento utilizzato4.

Sul versante francese, la versione 3.2 del referenziale SecNumCloud dell'ANSSI include requisiti di protezione rispetto all'applicazione di queste leggi extraterritoriali1. La CNIL precisa che questa certificazione consente una protezione contro gli accessi da parte di autorità straniere5.

4A che punto è l'applicazione1 min

La decisione di adeguatezza sul Data Privacy Framework è adottata e vale per le imprese americane aderenti4. Il GDPR prevede un riesame periodico della decisione di adeguatezza almeno ogni quattro anni, e la Commissione può abrogarla, modificarla o sospenderla se il livello di protezione non è più adeguato3.

La certificazione europea EUCS era ancora un progetto nel luglio 2024. A quella data la CNIL rilevava che il progetto guidato dall'ENISA non consentiva più di accertare che il fornitore di hosting non sia soggetto a una normativa extraeuropea, nemmeno ai livelli più elevati e nemmeno in via facoltativa5. Chiedeva di reintrodurvi criteri di immunità dalle leggi extraeuropee, ispirati a SecNumCloud5. La questione doveva essere discussa di nuovo non appena fosse stata costituita la nuova Commissione europea5. In Francia, la legge del 21 maggio citata dalla CNIL, detta legge SREN, prevede che, per dati di particolare sensibilità per lo Stato, il servizio cloud debba applicare criteri di sicurezza e di protezione dei dati per impedire qualsiasi accesso da parte di autorità pubbliche di Stati terzi non autorizzato dal diritto dell'Unione o di uno Stato membro5. La dottrina «Cloud au centre» chiede, da parte sua, alle autorità pubbliche di assicurarsi che i dati «d'une sensibilité particulière» ospitati nel cloud non siano soggetti a leggi extraeuropee5.

Scheda

Identificativo
CP-374
Ala
6. Governance e GRC
Competenza Brain
Proteggere i dati (safeguard_data)
Riflesso Brain
cr-039
Schema
G3 · Sezione anatomica
Lingue
de, en, es, fr, it
Fonti
5 fonti verificate il 3 novembre 2026
Fonti5 fonti
  1. CERT-FR (ANSSI), «Cloud computing : état de la menace informatique», 19 febbraio 2025. https://cert.cyber.gouv.fr/uploads/CERTFR-2025-CTI-001.pdf (consultato il 3 novembre 2026)
  2. Sénat, «Le devoir de souveraineté numérique», 1 ottobre 2019. https://www.senat.fr/rap/r19-007-1/r19-007-13.html (consultato il 3 novembre 2026)
  3. CNIL, «CHAPITRE V - Transferts de données à caractère personnel vers des pays tiers ou à des organisations internationales». https://www.cnil.fr/fr/reglement-europeen-protection-donnees/chapitre5 (consultato il 3 novembre 2026)
  4. Commission européenne, «EU-US data transfers». https://commission.europa.eu/law/law-topic/data-protection/international-dimension-data-protection/eu-us-data-transfers_en (consultato il 3 novembre 2026)
  5. CNIL, «Cloud : les risques d'une certification européenne permettant l'accès des autorités étrangères aux données sensibles», 19 luglio 2024. https://www.cnil.fr/fr/cloud-les-risques-dune-certification-europeenne-permettant-lacces-des-autorites-etrangeres (consultato il 3 novembre 2026)

Cita questo articolo

Brain, «Cloud Act, FISA e sovranità dei dati», Cyberpedia, 2026. https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/cloud-act-fisa-702-sovranita-dati/

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