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title: Il sideloading su dispositivi mobili
description: Un'app installata fuori dagli store ufficiali può rubare password e SMS. Cosa vede il dipendente, come funziona, cosa fare.
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# Il sideloading su dispositivi mobili

Su uno smartphone aziendale o personale, le app provengono normalmente da uno store ufficiale, come Google Play o l'App Store. In questa scheda, il sideloading indica l'installazione di un'app attraverso un canale diverso da quello store. Poiché i dispositivi mobili sono spesso configurati per accettare soltanto lo store autorizzato [2], l'attaccante deve convincere la vittima a uscire da questo perimetro. MITRE descrive il metodo: distribuire un malware facendolo passare per un'applicazione legittima [1].

Questa scheda adotta il punto di vista del dipendente. Le fonti citate qui sono le pagine tecniche di MITRE ATT&CK. Descrivono i metodi degli attaccanti su Android e iOS, ma non contengono statistiche sul sideloading.

## In 30 secondi

- Dove succede: su un sito che chiede di installare un software, come un falso installer [3], e su un dispositivo a cui l'attaccante accede fisicamente [9].
- Cosa vuole l'attaccante: far installare un'app trappola, poi farle concedere ampi permessi per rubare credenziali e dati di messaggistica [3][4][9].
- Il riflesso: Installi solo dallo store ufficiale e rifiuti ogni richiesta di accessibilità o di amministratore del dispositivo che non ha cercato Lei stesso.
- Se è già successo: Avvisi subito l'assistenza informatica e non inserisca alcuna password su quel telefono.

## Domande dirette

### Che cos'è il sideloading?

È l'installazione di un'app senza passare dallo store autorizzato del dispositivo. MITRE osserva che i dispositivi mobili sono spesso configurati per consentire le installazioni solo da uno store autorizzato, come Google Play Store o Apple App Store [2]. Un attaccante che non riesce a collocarvi la propria app deve convincere la vittima a scaricarla altrove.

### Lo store ufficiale protegge completamente?

Non completamente: MITRE descrive anche il caso in cui l'attaccante cerca di collocare l'app malevola in uno store autorizzato, il che ne permette l'installazione sui dispositivi presi di mira [2]. Le due pagine di MITRE su questo tema riportano un avviso di deprecazione, ma il loro contenuto descrive effettivamente entrambe le vie [1][2].

### Come viene indotto un dipendente a installare l'app?

Le fonti descrivono due stratagemmi. Il primo consiste nel far passare il software per un'applicazione legittima, integrandolo in un'app vera oppure imitandone l'aspetto [1]. Il secondo passa da un sito che invita a installare un software noto: il trojan Cerberus è stato distribuito da siti che spingevano l'utente a «install Adobe Flash Player» e scaricavano un APK malevolo [3].

### Quali autorizzazioni richiede l'app?

Le fonti citano i permessi di accessibilità e di amministratore del dispositivo. Alcune app malevole abusano dell'accessibilità di Android per sapere quale app è in primo piano [4]. Quanto ai permessi di amministratore, MITRE osserva che le app ne hanno molto raramente bisogno e consiglia agli sviluppatori di non ricorrere a questo livello di accesso [5].

### L'app installata resta visibile?

Non necessariamente. MITRE spiega che i sistemi mobili dispongono di interfacce per nascondere elementi come l'icona di un'app e che gli attaccanti le sfruttano in modo improprio [6]. La pagina sulla cattura dell'input invita gli utenti a diffidare dei permessi pericolosi, come l'accesso all'accessibilità [7]. Altri attaccanti sfruttano vulnerabilità del sistema per ottenere privilegi più elevati [8].

### Serve l'accesso fisico al dispositivo per infettarlo?

Nel caso documentato di BusyGasper, sì: questo spyware ha infettato le vittime tramite accesso fisico al dispositivo [9].

## Nei panni dell'attaccante

L'attaccante ha un ostacolo: il dispositivo è spesso configurato per accettare solo lo store autorizzato [2]. Gli serve un pretesto credibile e le fonti ne indicano uno: il nome e l'aspetto di un'app nota [4]. Nel caso di Cerberus, è un falso installer di Adobe Flash Player [3].

Una volta installata l'app, il primo obiettivo è ottenere permessi. Cerberus può iniettare input per concedersi permessi aggiuntivi senza interazione dell'utente e per impedire la rimozione dell'app [3]. Seguono la raccolta dei dati e la discrezione: l'attaccante vuole leggere gli SMS, ottenere i contatti e l'elenco delle app, poi mostrare false schermate sopra le app che ha scelto [3].

Le fonti descrivono anche attaccanti che prendono di mira il sistema stesso. Alcuni sfruttano vulnerabilità del sistema operativo per passare da un livello di accesso limitato ai privilegi di superutente (root) [8]. MITRE cita Pegasus per Android, che tenta di sfruttare vulnerabilità note di Android, e Pegasus per iOS, che sfrutta vulnerabilità di iOS [8].

## Cosa si vede sullo schermo

La vittima vede per prima la pagina o il messaggio che la invita a installare un software. Le fonti citate qui non descrivono l'avviso di installazione del dispositivo: questa fase non è quindi trattata in dettaglio.

Dopo l'installazione i segnali sono rari, per costruzione. MITRE spiega che i sistemi mobili offrono interfacce per nascondere elementi, come l'icona di un'app, e che queste interfacce hanno usi legittimi che gli attaccanti sfruttano in modo improprio [6]. Cerberus nasconde la propria icona dal drawer delle app dopo il primo avvio [3]. BusyGasper abbassa la luminosità dello schermo al minimo e disattiva l'audio quando è attivo [9].

Il segnale più evidente è una falsa richiesta di inserimento dati. MITRE spiega che le app malevole imitano elementi dell'interfaccia di sistema per chiedere informazioni sensibili e che le dimensioni ridotte dello schermo di un dispositivo mobile rendono più difficile verificare il contesto [4]. Possono anche inviare false notifiche che aprono una richiesta quando vengono toccate [4]. Infine, una richiesta può comparire sopra un'app legittima [4].

## Sotto il cofano

Le fonti descrivono prima la sovrapposizione e l'accessibilità, poi la persistenza.

- La sovrapposizione: l'app disegna una finestra sopra un'altra. Deve detenere il permesso SYSTEM_ALERT_WINDOW, che secondo MITRE viene concesso automaticamente, almeno in certe condizioni, alle app installate da Google Play [4]. Android 10 limita l'avvio di un'attività sopra un'altra app [4]. Android 12 aggiunge il permesso HIDE_OVERLAY_WINDOWS, che permette di nascondere queste finestre [7].
- L'accessibilità: un uso improprio permette di sapere quale app è in primo piano [4]. MITRE segnala inoltre app che registrano la pressione dei tasti o acquisiscono informazioni sui gesti sullo schermo [7].
- La persistenza: Cerberus disattiva Google Play Protect per evitare di essere scoperto e rimosso in seguito [3]. Può aggiornare il proprio codice su comando [3].

MITRE precisa inoltre che l'isolamento delle app limita l'accesso ai dati di un'altra app, tranne in tre casi: archiviazione esterna non protetta, archiviazione interna con permessi poco sicuri od ottenimento dei privilegi root [10].

## Autopsie

### Cerberus, trojan bancario in affitto

Cerberus è un trojan bancario per Android il cui uso viene affittato su forum clandestini [3]. I suoi autori affermano di averlo usato in privato per due anni prima di metterlo in affitto [3]. I riferimenti della pagina MITRE comprendono un rapporto di ThreatFabric dell'agosto 2019 e un articolo del 16 agosto 2019 su falsi installer di Adobe Flash Player [3]. Il software poteva leggere gli SMS, ottenere i contatti e l'elenco delle app, generare false notifiche e lanciare attacchi di sovrapposizione contro le app scelte dall'attaccante [3].

### BusyGasper, spyware (dal maggio 2016)

BusyGasper è uno spyware per Android in uso dal maggio 2016 [9]. Sono note meno di dieci vittime, tutte apparentemente in Russia e tutte infettate tramite accesso fisico al dispositivo [9]. Può registrare l'audio e la fotocamera, copiare le foto e la cronologia del browser, leggere SMS e dati di WhatsApp, Viber e Facebook [9]. Il riferimento della pagina è un articolo di Alexey Firsh del 29 agosto 2018 [9].

## Cosa fa Lei

- Installi solo dallo store ufficiale del dispositivo. Un invito a scaricare un file o un «installer» da un sito è sospetto, anche per un software noto [3].
- Rifiuti i permessi di accessibilità, di tastiera o di amministratore che un'app richiede senza un motivo chiaro. MITRE consiglia all'utente di diffidare dei permessi pericolosi o invasivi, come la registrazione di una tastiera o l'accesso all'accessibilità [7].
- Tenga il telefono bloccato e a portata di mano: un caso documentato comincia con un accesso fisico [9].
- Aggiorni il sistema: alcune protezioni, come le restrizioni di Android 10 e di Android 12, dipendono dalla versione [4][7].
- Su un dispositivo gestito, l'azienda può limitare i servizi di accessibilità consentiti con un elenco esplicito, tramite uno strumento di gestione dei dispositivi (EMM o MDM) [7].

## Le insidie

Lo store ufficiale non è una garanzia completa [2]. Un'app malevola può inoltre nascondere la propria icona, per cui l'assenza di un'icona sospetta non prova nulla [6]. MITRE scrive che questo tipo di tecnica non si contrasta facilmente con controlli preventivi, poiché abusa di funzioni del sistema [6].

Un'impostazione di sicurezza che cambia senza un Suo intervento è un segnale: Cerberus disattiva Google Play Protect [3]. In questo caso, o se un'app sconosciuta chiede permessi estesi, contatti l'assistenza.

## Fonti

1. MITRE ATT&CK, «Masquerade as Legitimate Application, Technique T1444 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1444/ (consultato il 3 novembre 2026)
2. MITRE ATT&CK, «Deliver Malicious App via Authorized App Store, Technique T1475 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1475/ (consultato il 3 novembre 2026)
3. MITRE ATT&CK, «Cerberus, Software S0480 | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/software/S0480/ (consultato il 3 novembre 2026)
4. MITRE ATT&CK, «Input Capture: GUI Input Capture, Sub-technique T1417.002 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1417/002/ (consultato il 3 novembre 2026)
5. MITRE ATT&CK, «Abuse Elevation Control Mechanism, Technique T1626 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1626/ (consultato il 3 novembre 2026)
6. MITRE ATT&CK, «Hide Artifacts, Technique T1628 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1628/ (consultato il 3 novembre 2026)
7. MITRE ATT&CK, «Input Capture, Technique T1417 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1417/ (consultato il 3 novembre 2026)
8. MITRE ATT&CK, «Exploitation for Privilege Escalation, Technique T1404 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1404/ (consultato il 3 novembre 2026)
9. MITRE ATT&CK, «BusyGasper, Software S0655 | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/software/S0655/ (consultato il 3 novembre 2026)
10. MITRE ATT&CK, «Stored Application Data, Technique T1409 - Mobile | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1409/ (consultato il 3 novembre 2026)

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Fonte originale: Cyberpedia, l'enciclopedia pubblica di cybersicurezza e IA pubblicata da Brain. Versione canonica: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/sideloading-app-fuori-dagli-store/
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