---
id: CP-368
slug: regolamento-europeo-ia-ai-act
lang: it
title: Il regolamento europeo sull'IA
description: Il regolamento UE sull'IA divide gli usi in quattro livelli di rischio e obbliga i datori di lavoro a sviluppare l'alfabetizzazione IA del personale.
canonical_url: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/regolamento-europeo-ia-ai-act/
markdown_url: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/regolamento-europeo-ia-ai-act.md
publisher: Brain (https://startbrain.io)
license: CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/)
cite_as: Brain, «Il regolamento europeo sull'IA», Cyberpedia, 2026. https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/regolamento-europeo-ia-ai-act/ (CC BY 4.0)
wing: 6
theme: use_responsibly
reflex: air-051
schema: G3
updated: "2026-11-03"
translations:
  it: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/regolamento-europeo-ia-ai-act/
  fr: https://startbrain.io/cyberpedia/fr/articles/reglement-europeen-ia-ai-act/
  en: https://startbrain.io/cyberpedia/en/articles/eu-ai-act-risk-pyramid/
  de: https://startbrain.io/cyberpedia/de/articles/eu-ki-verordnung-ai-act/
  es: https://startbrain.io/cyberpedia/es/articles/reglamento-europeo-ia-ai-act/
  nl: https://startbrain.io/cyberpedia/nl/articles/europese-ai-verordening-ai-act/
sources:
  - "n": 1
    title: AI Act enters into force
    publisher: Commission européenne
    url: https://commission.europa.eu/news-and-media/news/ai-act-enters-force-2024-08-01_en
    published: "2024-08-01"
    accessed: "2026-11-03"
  - "n": 2
    title: Législation sur l’IA
    publisher: Commission européenne
    url: https://digital-strategy.ec.europa.eu/fr/policies/regulatory-framework-ai
    accessed: "2026-11-03"
  - "n": 3
    title: "Entrée en vigueur du règlement européen sur l’IA : les premières questions-réponses de la CNIL"
    publisher: CNIL
    url: https://www.cnil.fr/fr/entree-en-vigueur-du-reglement-europeen-sur-lia-les-premieres-questions-reponses-de-la-cnil
    published: "2024-07-12"
    accessed: "2026-11-03"
  - "n": 4
    title: AI Literacy - Questions & Answers
    publisher: Commission européenne
    url: https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/faqs/ai-literacy-questions-answers
    accessed: "2026-11-03"
  - "n": 5
    title: Bureau européen de l’IA
    publisher: Commission européenne
    url: https://digital-strategy.ec.europa.eu/fr/policies/ai-office
    accessed: "2026-11-03"
---

# Il regolamento europeo sull'IA

Il regolamento europeo sull'IA (regolamento (UE) 2024/1689) è il primo quadro giuridico completo sull'IA al mondo, secondo la Commissione europea [2]. Fissa regole diverse a seconda dei rischi legati a usi specifici dell'IA [2].

Per un dipendente, la conseguenza più diretta è l'articolo 4: le aziende che forniscono o utilizzano sistemi di IA devono adottare misure per sviluppare l'alfabetizzazione in materia di IA del proprio personale [4].

## In 30 secondi

- Dove succede: in qualsiasi organizzazione che fornisce o utilizza un sistema di IA, compreso un semplice assistente di scrittura o di traduzione [4].
- Cosa prevede il testo: quattro livelli di rischio, dalle pratiche vietate al rischio minimo, senza regole per quest'ultimo [1].
- Il riflesso: informarsi sui rischi propri dello strumento utilizzato, come le risposte inventate [4], e chiedere al datore di lavoro quale formazione sull'IA è prevista.
- Se non è stato fatto: l'obbligo dell'articolo 4 si applica dal 2 febbraio 2025 e il controllo dal 2 agosto 2026 [4].

## Domande dirette

### Quali sono i quattro livelli di rischio?

Il regolamento distingue il rischio inaccettabile, l'alto rischio, il rischio di trasparenza e il rischio minimo [2].

In cima ci sono le pratiche vietate. La Commissione ne conta nove, tra cui il punteggio sociale, il riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e negli istituti di istruzione, o la manipolazione e l'inganno dannosi basati sull'IA [2].

Al secondo livello c'è l'alto rischio: casi d'uso che possono presentare rischi gravi per la salute, la sicurezza o i diritti fondamentali. La Commissione cita in particolare gli strumenti di IA per l'occupazione e la gestione dei lavoratori, come un software di selezione dei CV per l'assunzione [2].

Al terzo c'è la trasparenza. Un chatbot deve dichiarare che si sta parlando con una macchina, e alcuni contenuti generati dall'IA, come i deepfake, devono essere etichettati in modo chiaro e visibile [2].

Alla base c'è il rischio minimo: la Commissione cita i filtri antispam e i videogiochi che usano l'IA, che non sono soggetti ad alcun obbligo [1][2].

### Cosa dice l'articolo 4?

L'articolo 4(1) impone ai fornitori e ai deployer di sistemi di IA di adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione in materia di IA del proprio personale e delle altre persone che usano questi sistemi per loro conto. Tali misure tengono conto delle conoscenze tecniche, dell'esperienza, dell'istruzione e della formazione di ciascuno, nonché del contesto d'uso [4].

### La formazione è obbligatoria, con un certificato?

La Commissione risponde che non è imposta alcuna formazione obbligatoria rigida e che non esiste un formato unico [4]. Un certificato non è necessario: l'organizzazione può tenere un registro interno delle formazioni o delle altre azioni [4]. Non è richiesta nemmeno una particolare struttura di governance [4].

### Il datore di lavoro deve misurare il livello dei dipendenti?

No. L'articolo 4 non obbliga a misurare le conoscenze dei dipendenti in materia di IA e non richiede di garantire un livello preciso a ogni persona [4].

## Cosa cambia per i dipendenti

Secondo la Commissione, un dipendente che usa ChatGPT per scrivere un testo pubblicitario o per tradurre deve essere informato dei rischi propri dello strumento, per esempio l'allucinazione [4]. Leggere le istruzioni di un sistema può non bastare: in molti casi, chiedere al personale di leggerle potrebbe risultare inefficace [4].

L'obbligo riguarda anche le persone che lavorano per l'organizzazione senza essere dipendenti, per esempio un collaboratore esterno [4]. In caso di danno, il fornitore di un sistema di IA può essere perseguito secondo il diritto nazionale, e la Commissione precisa che il regolamento non crea né un reato né un diritto al risarcimento [4].

Per i sistemi ad alto rischio si aggiunge un punto distinto: i deployer devono assicurarsi che il personale che li utilizza sia formato per esercitare la sorveglianza umana [4]. Per un sistema di questo tipo, possono essere pertinenti misure supplementari affinché i dipendenti sappiano come usarlo [4]. Le regole per l'alto rischio dell'allegato III si applicano solo a partire dal 2 dicembre 2027 [2].

## Cosa cambia per la direzione

Un'organizzazione che utilizza sistemi di IA dovrebbe esaminare il proprio ruolo (fornitore o deployer) e il rischio dei sistemi interessati. La Commissione suggerisce almeno le seguenti tappe e domande, qui quattro: che cos'è l'IA e quale IA usa l'organizzazione, il suo ruolo, il rischio dei sistemi, poi le lacune di conoscenza del personale e il contesto d'uso [4].

Una persona laureata in sviluppo di IA è normalmente considerata formata, ma l'organizzazione deve verificare che conosca i sistemi dell'azienda e i loro rischi [4]. Possono coesistere più livelli di formazione [4].

Gli obblighi dell'articolo 4 sono stati modificati dall'omnibus digitale sull'IA: l'alfabetizzazione in materia di IA resta un obbligo, senza un livello specifico imposto, e la Commissione e gli Stati membri devono continuare a sostenere le organizzazioni, in particolare con esempi di conformità pubblicati sulla piattaforma informativa unica [4]. Riprodurre le pratiche del repertorio della Commissione non conferisce automaticamente una presunzione di conformità con l'articolo 4 [4].

## Cosa dice il testo

Il regolamento è stato proposto dalla Commissione nell'aprile 2021, poi concordato tra il Parlamento europeo e il Consiglio nel dicembre 2023 [1]. È entrato in vigore il 1° agosto 2024 [1].

Per l'alto rischio, obblighi rigorosi si applicheranno prima dell'immissione sul mercato a partire dal 2 dicembre 2027 (allegato III): valutazione e attenuazione dei rischi, dati di alta qualità, registrazione, documentazione, informazione del deployer, sorveglianza umana, robustezza, cibersicurezza e accuratezza [2].

I modelli di IA per finalità generali, come i grandi modelli linguistici, rientrano in una categoria a parte, con obblighi che vanno dalla trasparenza minima alla valutazione dei rischi sistemici [3]. Il regolamento non sostituisce il GDPR: lo integra [3].

## A che punto è l'applicazione

Secondo la Commissione, il regolamento è diventato applicabile il 2 agosto 2026, con eccezioni [2]. La CNIL illustra le tappe del calendario rivisto [3]:

- 2 febbraio 2025: divieti, esclusi quelli relativi ai contenuti pedopornografici e ai deepfake sessuali (per la Commissione, i divieti da 1 a 8 e gli obblighi di alfabetizzazione in materia di IA) [2][3].
- 2 agosto 2025: regole per i modelli di IA per finalità generali e nomina delle autorità competenti [3].
- 2 agosto 2026: obblighi di trasparenza per alcuni sistemi [3].
- 2 dicembre 2026: divieto dei sistemi che generano contenuti pedopornografici e deepfake sessuali [3].
- 2 dicembre 2027: regole per i sistemi ad alto rischio dell'allegato III, tra cui l'occupazione [2][3].
- 2 agosto 2028: regole per i sistemi ad alto rischio dell'allegato I (giocattoli, dispositivi medici, ecc.) [2][3].

Questi rinvii derivano dall'omnibus sull'IA. La Commissione scrive che un accordo politico è stato raggiunto il 7 maggio 2026 e che il testo è entrato in vigore il 27 luglio 2026 [2]. La CNIL indica che la versione modificata è stata adottata il 24 luglio 2026 [3].

Sul fronte dei controlli, l'articolo 4 non è sorvegliato dall'Ufficio per l'IA ma dalle autorità nazionali di vigilanza del mercato, che effettuano controlli dal 2 agosto 2026 [4]. Tali autorità potrebbero irrogare sanzioni fondate sul diritto nazionale, proporzionate alla natura e alla gravità dell'infrazione; ciò sarebbe più probabile in caso di incidente dovuto a una carenza di formazione [4]. Ogni Stato membro sceglie la struttura di queste autorità, e una di esse funge da punto di contatto nazionale se ne sono designate più di una [3].

L'Ufficio per l'IA, istituito all'interno della Commissione, supervisiona i modelli di IA per finalità generali. Può svolgere indagini, chiedere misure correttive e infliggere sanzioni pecuniarie [5]. Sostiene il Comitato europeo per l'intelligenza artificiale, che riunisce rappresentanti di ogni Stato membro [3][5].

## Fonti

1. Commission européenne, «AI Act enters into force», 1 agosto 2024. https://commission.europa.eu/news-and-media/news/ai-act-enters-force-2024-08-01_en (consultato il 3 novembre 2026)
2. Commission européenne, «Législation sur l’IA». https://digital-strategy.ec.europa.eu/fr/policies/regulatory-framework-ai (consultato il 3 novembre 2026)
3. CNIL, «Entrée en vigueur du règlement européen sur l’IA : les premières questions-réponses de la CNIL», 12 luglio 2024. https://www.cnil.fr/fr/entree-en-vigueur-du-reglement-europeen-sur-lia-les-premieres-questions-reponses-de-la-cnil (consultato il 3 novembre 2026)
4. Commission européenne, «AI Literacy - Questions & Answers». https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/faqs/ai-literacy-questions-answers (consultato il 3 novembre 2026)
5. Commission européenne, «Bureau européen de l’IA». https://digital-strategy.ec.europa.eu/fr/policies/ai-office (consultato il 3 novembre 2026)

---

Fonte originale: Cyberpedia, l'enciclopedia pubblica di cybersicurezza e IA pubblicata da Brain. Versione canonica: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/regolamento-europeo-ia-ai-act/
Puoi riutilizzare liberamente questo testo con licenza CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/), a condizione di citare «Brain, Cyberpedia» con un link all'indirizzo qui sopra.
