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title: Lavorare in uno spazio di coworking
description: "Wi-Fi condiviso, vicini curiosi, sconosciuti che fanno domande: i rischi di uno spazio di coworking e i riflessi giusti per chi lavora."
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updated: "2026-11-03"
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# Lavorare in uno spazio di coworking

In uno spazio di coworking, un dipendente condivide una stanza, una connessione e a volte una scrivania con persone che non conosce. I vicini cambiano da un giorno all'altro e nulla indica chi lavori per chi.

Questa scheda descrive ciò che le fonti citate qui dicono delle situazioni che vi si presentano: una rete Wi-Fi che altri possono imitare, un dispositivo collegato alla rete, uno sconosciuto che fa domande. Queste fonti non trattano né i filtri per la privacy, né gli armadietti, né la VPN: la scheda non ne dice quindi nulla di preciso.

## In 30 secondi

- Dove accade: sulla rete Wi-Fi o cablata dello spazio, in cucina, alla reception, ovunque nasca una conversazione.
- Cosa vuole l'attaccante: mettersi tra il suo computer e Internet per leggere o modificare ciò che passa, oppure raccogliere informazioni su di Lei e sulla sua azienda attraverso la conversazione.
- Il riflesso: non dia alcuna informazione sulla sua azienda a una persona di cui non sa se ha il diritto di riceverla, e verifichi la sua identità attraverso un canale che sceglie Lei stesso.
- Se è già successo: avvisi subito i responsabili della sicurezza della sua organizzazione, poi cambi le password interessate.

## Domande dirette

### Perché il coworking cambia il rischio?

Perché l'ambiente è condiviso. La rete non è quella della sua azienda, le persone intorno a Lei non sono colleghi e un visitatore non attira l'attenzione. Le fonti citate qui descrivono tecniche generali (intercettazione del traffico, aggiunta di hardware, ingegneria sociale) che in questo contesto trovano un terreno facile.

### Cosa può fare chi si interpone sulla rete?

MITRE descrive la tecnica dell'avversario nel mezzo: l'attaccante si colloca tra due dispositivi in rete per raccogliere informazioni o agire su ciò che circola [1]. Può intercettare credenziali, compresi token di accesso e cookie di sessione [1]. Tra le sotto-tecniche elencate, una porta il nome «Evil Twin» [1].

### Uno sconosciuto può collegare hardware alla rete?

MITRE lo descrive: gli avversari possono introdurre fisicamente un accessorio, un apparato di rete o un altro dispositivo in un sistema o in una rete per entrarvi [2]. Tra le capacità citate c'è l'aggiunta di nuovi punti di accesso wireless a una rete esistente [2]. La stessa pagina osserva che i riferimenti pubblici a un uso da parte di veri attaccanti sono rari, mentre molti team di penetration test lo usano per l'accesso iniziale [2].

### Possono carpirmi informazioni senza violare nulla?

Sì. La CISA descrive l'attacco di ingegneria sociale come l'uso della relazione umana per ottenere o compromettere informazioni su un'organizzazione o sui suoi sistemi [3]. L'attaccante può apparire discreto e rispettabile, dire di essere un nuovo dipendente, un tecnico o un ricercatore, e persino esibire documenti a sostegno [3].

### Cosa fare se penso di aver dato un'informazione sensibile?

La CISA consiglia di segnalarlo alle persone competenti dell'organizzazione, tra cui gli amministratori di rete, che potranno sorvegliare le attività insolite [3]. Bisogna anche cambiare senza attendere le password divulgate, e quelle di tutti gli account in cui è stata usata la stessa [3].

## Come funziona

In uno spazio condiviso si mescolano due famiglie di rischi: quelli che passano dalla rete e quelli che passano dalle persone.

Sul lato rete, MITRE spiega che l'attaccante abusa di funzioni di protocolli comuni, come ARP o DNS, per costringere un dispositivo a comunicare attraverso un sistema che controlla [1]. Può anche modificare le impostazioni DNS di una vittima per allontanarla da siti legittimi o farle arrivare un software dannoso [1]. Un'altra via consiste nel negoziare una versione più debole di un protocollo di comunicazione o di un algoritmo di cifratura [1].

Anche l'hardware collegato rientra nel quadro. Il gruppo DarkVishnya, citato da MITRE, ha collegato fisicamente un Bash Bunny, un Raspberry Pi, netbook e portatili economici all'ambiente dell'organizzazione presa di mira per raggiungere la sua rete locale [2].

Sul lato persone, la raccolta di informazioni ha un nome: MITRE parla di phishing per ottenere informazioni, il cui obiettivo è raccogliere dati dalla vittima anziché eseguire codice dannoso [4]. Passa da e-mail, messaggi istantanei o altri scambi, e può anche indirizzare la vittima verso un numero di telefono dove l'attaccante cerca di raccogliere informazioni riservate [4]. L'attaccante si presenta spesso come una fonte che ha un motivo per chiedere e talvolta moltiplica i messaggi dall'aria urgente [4].

La CISA aggiunge un meccanismo che il coworking favorisce: se l'attaccante non ottiene abbastanza informazioni da una persona, ne contatta un'altra della stessa organizzazione e si appoggia a ciò che la prima ha detto per sembrare credibile [3]. Una risposta innocua data alla macchinetta del caffè può quindi servire da appiglio per la domanda successiva.

## Cosa fare

- Verifichi l'identità di chiunque dica di venire da un'organizzazione legittima, direttamente presso quell'organizzazione [3].
- Diffidi di telefonate, visite o messaggi non richiesti che riguardano i dipendenti o informazioni interne [3].
- Non fornisca informazioni personali né informazioni sulla sua azienda, struttura e reti comprese, a meno che sia certo che la persona abbia il diritto di riceverle [3].
- Prenda sul serio gli errori di certificato: MITRE raccomanda di formare gli utenti a diffidarne, perché un attaccante può usare certificati propri per intercettare il traffico HTTPS [1].
- Controlli che l'indirizzo di un sito inizi con «https» e non con «http» prima di inviarvi informazioni sensibili [3].
- Attivi l'autenticazione a più fattori: con un secondo fattore, un attaccante non può accedere a un account con la sola password rubata [6].
- Se un messaggio Le sembra sospetto, non clicchi su alcun link e non chiami alcun numero che contiene. Cerchi un altro modo per contattare l'azienda o la persona, per esempio il suo sito ufficiale [5].
- Segnali l'incidente, anche se ha cliccato: l'NCSC precisa che saperlo prima permette di limitare i danni e che gli utenti devono conoscere in anticipo il modo di segnalare, perché il loro dispositivo compromesso può privarli dei consueti mezzi di comunicazione [6].

## Le trappole

La prima trappola è la cortesia. Uno sconosciuto può sembrare gentile e legittimo, e la CISA rileva che può persino esibire documenti a sostegno della propria identità [3]. Un badge o un nome citato non provano quindi nulla.

La seconda è l'urgenza. Tra i segnali di phishing, la CISA cita un linguaggio pressante o emotivo, con gravi conseguenze annunciate in caso di mancata risposta immediata [5]. Aggiunge che gli errori di ortografia non sono più un segnale affidabile, perché alcune e-mail hanno ormai una grammatica perfetta [5].

La terza è l'indirizzo falso. Un indirizzo di mittente può imitare quello di un'azienda modificando o omettendo qualche carattere [3], e la CISA porta l'esempio di un indirizzo come «amazan.com» [5]. Lo spoofing del mittente può ingannare sia le persone sia gli strumenti automatici [4].

La quarta è il contatto tramite un altro canale. Una telefonata può passare dalla voce su IP, che permette di falsificare facilmente l'identità di chi chiama [3]. Un numero visualizzato non basta quindi a confermare l'interlocutore.

Infine, il timore della sanzione frena la segnalazione. L'NCSC indica che gli utenti che temono ritorsioni non segnalano i propri errori in tempo, o non li segnalano affatto [6].

## Fonti

1. MITRE ATT&CK, «Adversary-in-the-Middle, Technique T1557 - Enterprise | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1557/ (consultato il 3 novembre 2026)
2. MITRE ATT&CK, «Hardware Additions, Technique T1200 - Enterprise | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1200/ (consultato il 3 novembre 2026)
3. CISA, «Avoiding Social Engineering and Phishing Attacks», 1 febbraio 2021. https://www.cisa.gov/news-events/news/avoiding-social-engineering-and-phishing-attacks (consultato il 3 novembre 2026)
4. MITRE ATT&CK, «Phishing for Information, Technique T1598 - Enterprise | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1598/ (consultato il 3 novembre 2026)
5. CISA, «Recognize and Report Phishing». https://www.cisa.gov/secure-our-world/recognize-and-report-phishing (consultato il 3 novembre 2026)
6. NCSC (Royaume-Uni), «Phishing attacks: defending your organisation», 5 febbraio 2018. https://www.ncsc.gov.uk/guidance/phishing (consultato il 3 novembre 2026)

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Fonte originale: Cyberpedia, l'enciclopedia pubblica di cybersicurezza e IA pubblicata da Brain. Versione canonica: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/lavorare-in-coworking/
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