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title: "Juice jacking: le porte USB manomesse"
description: Un dispositivo o una porta USB manomessi possono infettare un telefono o un computer. Cosa vede la vittima e i riflessi da adottare.
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# Juice jacking: le porte USB manomesse

Con juice jacking si intende l'idea che una porta di ricarica USB, una colonnina ad accesso libero o un cavo lasciato sul posto possano servire ad attaccare il dispositivo che vi si collega. Le fonti citate qui non usano questo nome e non descrivono alcuna colonnina pubblica manomessa. Documentano però il meccanismo di fondo: un dispositivo collegato via USB può servire a infettare un computer [1], e chiavette USB e dispositivi collegati sono già stati usati per attaccare aziende [1][2].

Questa scheda si attiene a ciò che dicono queste fonti. Non riporta né l'allerta di un servizio di polizia né una dimostrazione pubblica di attacco, perché manca una fonte che le attesti.

## In 30 secondi

- Dove succede: su un computer o un telefono collegato via USB a un dispositivo, un cavo o un supporto che il dipendente non controlla.
- Cosa vuole l'attaccante: far eseguire un software dannoso o simulare una tastiera per installare programmi [1][2].
- Il riflesso: non collegate ad apparecchiature aziendali alcun cavo, chiavetta o accessorio di origine sconosciuta, e segnalatelo al team informatico.
- Se è già successo: avvisate senza indugio i responsabili della sicurezza, senza temere rimproveri [5][6].

## Domande dirette

### Che danno può fare un cavo o una porta USB?

Secondo la scheda MITRE sui supporti rimovibili, un dispositivo mobile collegato via USB a un computer può infettarlo. Ciò può avvenire tramite dispositivi Android o iOS e, in alcuni casi, tramite cavi di ricarica USB [1]. Quando un telefono è collegato, può comparire come un disco collegato via USB. Se sul telefono si trova un software dannoso compatibile, questo può infettare la macchina, soprattutto quando la funzione Autorun è attiva [1].

### Cosa vede la vittima?

Le fonti citate qui non descrivono i messaggi mostrati sullo schermo, né quelli che chiedono di considerare attendibile un dispositivo. Indicano soltanto che il supporto può comparire come unità disco [1]. Descrivono inoltre l'iniezione di sequenze di tasti come una capacità di alcuni accessori [2].

### Un accessorio USB può spacciarsi per una tastiera?

Secondo MITRE sì, per accessori e altri dispositivi: tra le capacità degli accessori hardware usati dai red team, la scheda cita l'iniezione di sequenze di tasti [2]. Su questo punto non parla di cavi. Il gruppo FIN7 ha usato chiavette USB dannose che si comportavano come tastiere virtuali per installare malware [1].

### Il rischio è frequente?

La scheda MITRE sulle aggiunte di hardware scrive che i riferimenti pubblici a un uso da parte di attaccanti sono rari, mentre molti red team vi ricorrono per ottenere un primo accesso [2]. Questa scheda non permette di quantificare il rischio per una colonnina pubblica.

### È solo un rischio di furto di dati?

No. MITRE descrive anche l'esfiltrazione tramite un supporto fisico, per esempio un disco esterno, una chiavetta USB o un telefono [4]. Descrive soprattutto l'installazione di malware tramite i supporti rimovibili [1].

## Nei panni dell'attaccante

L'attaccante punta a un accesso iniziale. Le fonti descrivono due famiglie di metodi. La prima è il supporto rimovibile che contiene un software dannoso e sfrutta Autorun al momento del collegamento [1]. La seconda è l'accessorio più elaborato: MITRE osserva che queste aggiunte di hardware introducono nuove funzioni in un sistema, invece di distribuire soltanto file tramite un supporto di memorizzazione [2].

La CISA descrive l'ingegneria sociale come l'uso dell'interazione umana per ottenere o compromettere informazioni su un'organizzazione [5]. Nel caso della posta di FIN7 descritto più avanti, si può dedurre che la vittima debba collegare da sé il supporto ricevuto, ma la fonte non lo dice.

## Cosa si vede sullo schermo

Nelle fonti citate qui, nulla precisa che cosa venga visualizzato. Emergono due punti. Un telefono collegato a un computer può comparirvi come unità disco [1]. E le fonti parlano di chiavette che simulano una tastiera e di iniezione di sequenze di tasti [1][2]: si può dedurre che questi tasti non siano digitati dalla vittima, ma le fonti non lo dicono.

## Sotto il cofano

Le fonti forniscono questi elementi tecnici:

- Autorun: malware come Conficker hanno usato la funzione Autorun di Windows per propagarsi via USB [1].
- Falsa tastiera: gli accessori possono iniettare sequenze di tasti, leggere la memoria del kernel tramite DMA o modificare il traffico di rete [2].
- Esfiltrazione: i dati possono uscire su un disco esterno, una chiavetta USB, un telefono o un lettore MP3 [4].

Sul fronte della difesa, MITRE raccomanda di limitare l'uso di dispositivi USB e supporti rimovibili in una rete [3]. La misura dettagliata comprende la disattivazione delle porte USB tramite criteri di gruppo e un elenco di dispositivi autorizzati in base al numero di serie. Prevede anche strumenti di controllo dei dispositivi che lasciano passare alcuni tipi di hardware, come tastiere e mouse, e ne bloccano altri [3]. Anche disattivare Autorun, quando non è necessario, e limitare i supporti rimovibili rientrano tra le misure [1][4].

## Autopsie

### DarkVishnya, accesso fisico alla rete di banche

MITRE cita il gruppo DarkVishnya, che ha collegato fisicamente un Bash Bunny, un Raspberry Pi, netbook e portatili economici nell'ambiente dell'organizzazione presa di mira, per accedere alla sua rete locale [2]. Il riferimento associato è un articolo datato 6 dicembre 2018 su banche attaccate tramite connessione diretta alla rete locale [2]. Le fonti citate qui non indicano la data dei fatti stessi.

### FIN7 e le chiavette USB spedite per posta

MITRE riferisce che attori di FIN7 hanno spedito per posta chiavette USB a potenziali vittime. Contenevano un malware che scarica e installa diverse backdoor, tra cui, in alcuni casi, per operazioni di ransomware [1]. La scheda rimanda a due riferimenti del gennaio 2022, uno datato 7 gennaio 2022 e l'altro 13 gennaio 2022 [1]. Lo stesso passaggio menziona chiavette che agivano come tastiere virtuali [1].

### Un cavo di ricarica citato come riferimento

La scheda sui supporti rimovibili elenca, tra i suoi riferimenti, un articolo del 12 agosto 2019 intitolato «This hacker’s iPhone charging cable can hijack your computer» [1]. La fonte non ne riassume il contenuto: qui serve solo a mostrare che il cavo di ricarica rientra nei casi che MITRE menziona.

## Domande di condotta

### Che cosa fare in concreto?

Le fonti non forniscono indicazioni specifiche per le colonnine pubbliche. Le misure che danno riguardano l'organizzazione:

- Limitare l'uso di dispositivi USB e supporti rimovibili sulla rete [3].
- Bloccare dispositivi e accessori sconosciuti tramite la configurazione di sicurezza delle postazioni [2][3].
- Segnalare. La CISA consiglia a chiunque pensi di aver rivelato informazioni sensibili di avvisare le persone competenti dell'organizzazione, tra cui gli amministratori di rete [5]. L'NCSC raccomanda di non rimproverare gli utenti in difficoltà, perché chi teme sanzioni non segnala i propri errori [6].

Per un dipendente, ciò significa non collegare alla propria postazione un cavo, una chiavetta o un accessorio trovato o ricevuto senza averlo richiesto, e poi parlarne al team informatico. Questa condotta deriva dai casi FIN7 e DarkVishnya più che da una regola enunciata da una fonte.

## Fonti

1. MITRE ATT&CK, «Replication Through Removable Media, Technique T1091 - Enterprise | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1091/ (consultato il 3 novembre 2026)
2. MITRE ATT&CK, «Hardware Additions, Technique T1200 - Enterprise | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1200/ (consultato il 3 novembre 2026)
3. MITRE ATT&CK, «Limit Hardware Installation, Mitigation M1034 - Enterprise | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/mitigations/M1034/ (consultato il 3 novembre 2026)
4. MITRE ATT&CK, «Exfiltration Over Physical Medium, Technique T1052 - Enterprise | MITRE ATT&CK®». https://attack.mitre.org/techniques/T1052/ (consultato il 3 novembre 2026)
5. CISA, «Avoiding Social Engineering and Phishing Attacks | CISA», 1 febbraio 2021. https://www.cisa.gov/news-events/news/avoiding-social-engineering-and-phishing-attacks (consultato il 3 novembre 2026)
6. NCSC (Royaume-Uni), «Phishing attacks: defending your organisation», 5 febbraio 2018. https://www.ncsc.gov.uk/guidance/phishing (consultato il 3 novembre 2026)

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Fonte originale: Cyberpedia, l'enciclopedia pubblica di cybersicurezza e IA pubblicata da Brain. Versione canonica: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/juice-jacking-porte-usb-pubbliche/
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