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title: Gestore aziendale o gestore del browser
description: "Gestore di password aziendale e gestore integrato nel browser: che cosa li distingue, che cosa fa il dipendente e le insidie da evitare."
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# Gestore aziendale o gestore del browser

Un gestore di password è un database cifrato da un'unica password «principale» [1]. Risponde a un problema diffuso: un dipendente gestisce decine di password, non solo quelle di lavoro, e molti riutilizzano la stessa o ne scelgono di comuni, cosa che gli attaccanti sfruttano [2].

Sul lato lavoro esistono due famiglie di strumenti: il gestore che l'azienda fornisce e amministra e quello integrato nel browser. Sullo schermo si somigliano, ma non proteggono allo stesso modo e l'azienda non ha lo stesso controllo su di essi.

## In 30 secondi

- Dove succede: a ogni accesso a uno strumento di lavoro, quando il browser propone «Salva password».
- Che cosa vuole l'attaccante: recuperare le credenziali salvate nel browser e riutilizzarle su altri sistemi o account per estendere il proprio accesso [3].
- Il riflesso: usare solo il gestore fornito da Brain per le password di lavoro, attivare il secondo fattore e non salvare nulla nel browser.
- Se è già successo: segnalare subito la perdita o il furto di un dispositivo, poi seguire le indicazioni del team sicurezza per cambiare le password interessate.

## Domande dirette

### Che cos'è un gestore di password aziendale?

È un gestore il cui uso è governato dall'organizzazione. L'NCSC britannico osserva che alcuni prodotti offrono una gestione centralizzata delle password nell'organizzazione e che di solito queste soluzioni sono a pagamento [2]. Le credenziali sono archiviate in una cassaforte accessibile con una password principale [2]. L'amministratore può fissare regole d'uso e avere una visione d'insieme dell'utilizzo delle password [2].

### In che cosa differisce dal gestore del browser?

L'NCSC distingue i gestori che sono un'applicazione autonoma da quelli integrati nel browser o nel sistema operativo [2]. La CISA cita i gestori integrati nel browser tra quelli gratuiti [4]. Le funzioni di amministrazione centralizzata (condivisione controllata, registri, regole) sono descritte dall'NCSC per i gestori aziendali [2]. L'NCSC cita del resto, tra le scelte possibili di un'organizzazione, quella di consentire ai dipendenti di salvare le password nei browser [2]: spetta quindi a Brain fissare la regola, e la regola di Brain è usare il proprio strumento.

### Perché evitare di salvare nel browser le password di lavoro?

Di solito i browser conservano le credenziali in forma cifrata in un archivio dedicato, ma esistono metodi per estrarre le password in chiaro [3]. Su Windows, per esempio, le credenziali cifrate di Chrome si leggono in un file di database e poi una funzione del sistema le decifra con le credenziali di sessione in cache della vittima [3]. Malware noti, come Agent Tesla, raccolgono le credenziali di più browser [3]. La CNIL aggiunge di non salvare mai le password nel browser di un computer condiviso [1].

### Anche un gestore aziendale può essere attaccato?

Sì. Lo dice l'NCSC: un gestore può avere falle e attira gli attaccanti perché un attacco riuscito dà accesso a tutte le password archiviate [2]. L'NCSC ritiene comunque che i benefici superino i rischi [2]. La password principale e il secondo fattore proteggono questo accesso unico.

### Che cosa fare se un dispositivo viene perso o rubato?

Segnalarlo subito al team sicurezza. La procedura da seguire è quella indicata da Brain.

## Come funziona

La cassaforte è cifrata. Secondo l'NCSC, la chiave di decifratura è in genere derivata dalla password principale e non dovrebbe essere accessibile a nessun altro, nemmeno al fornitore del servizio per i gestori sincronizzati nel cloud [2]. La CNIL descrive lo stesso principio: un database cifrato da un'unica password «principale», che permette di ricordarne una sola e di avere tutte le altre molto lunghe e diverse [1].

L'NCSC cita altre funzioni utili:

- il riempimento automatico, che propone le credenziali solo al sito per cui sono state salvate e che può aiutare contro il phishing, perché un gestore riconosce i siti falsi meglio di una persona [2];
- la generazione di password casuali, lunghe e uniche [2];
- la verifica della qualità delle password, che segnala per esempio una password riutilizzata [2].

Per l'azienda, la centralizzazione aggiunge la condivisione delle password con registro degli accessi e controllo da parte di una persona autorizzata [2]. L'NCSC non raccomanda la condivisione tra singole persone, ma ammette che alcune organizzazioni non possano ancora farne a meno; un gestore aziendale riduce allora i rischi [2]. Gli amministratori non dovrebbero poter vedere né usare le password individuali, al di fuori di un gruppo di condivisione, e il loro accesso dovrebbe essere sottoposto ad audit [2].

## Che cosa fa Lei

- Usi lo strumento fornito da Brain per tutte le password di lavoro. L'NCSC raccomanda alle organizzazioni di fornire un mezzo di archiviazione adeguato e raccomanda i gestori di password dove opportuno [5].
- Attivi il secondo fattore sul gestore. In questo modo un attaccante deve conoscere la password principale e possedere anche il secondo fattore [2]. Anche la CNIL raccomanda l'autenticazione a due fattori quando il servizio la offre [1].
- Non salvi nel browser alcuna password di lavoro.
- Lasci che sia lo strumento a generare le password. La CISA consiglia password lunghe (almeno 16 caratteri), casuali e uniche per ogni account [4].
- Per la password principale scelga una frase d'accesso: la CISA propone una sequenza di 4-7 parole senza legame tra loro [4].
- Segnali ogni perdita di un dispositivo.

## Le insidie

### Una password principale debole

Tutta la cassaforte dipende da lei. L'NCSC avverte che, se l'utente la dimentica, perde l'accesso a tutte le password salvate e che un metodo di recupero può essere sfruttato per accedere alle credenziali [2]. Scelga quindi una frase lunga, ricordata a memoria e mai annotata in un file o su un post-it. La CNIL include post-it, file di testo, smartphone e messaggistica tra i supporti non pensati per conservare password [1].

### La sincronizzazione con un account personale

Alcuni gestori aziendali offrono una cassaforte personale per gli account privati. L'NCSC chiede allora una buona separazione: le password di lavoro non devono essere accessibili dalla cassaforte personale, e viceversa [2]. Osserva che, se l'azienda consente dispositivi personali o account personali al lavoro, l'utente non sempre vede quale cassaforte sta usando [2]. Prima di attivare una sincronizzazione, verifichi quindi che non mescoli le due.

### L'esportazione in chiaro

Alcuni gestori esportano tutte le password in un file di testo. Una volta esportato, da un utente legittimo o da un attaccante, il file non è più protetto [2]. Esporti la cassaforte solo se la regola aziendale lo consente e tratti il file come indica tale regola.

### Il phishing che imita una pagina di accesso

Qui il riempimento automatico aiuta: il gestore propone le credenziali solo sul sito registrato [2]. Se lo strumento non propone nulla su una pagina di accesso che dovrebbe essere nota, è un segnale d'allarme. Non ricopi la password a mano su una pagina sospetta.

### La cassaforte come bersaglio

L'NCSC ricorda che i gestori, come qualsiasi software di sicurezza, non sono infallibili e sono un bersaglio attraente [5]. Chiede l'autenticazione a più fattori su tutti i gestori sincronizzati nel cloud e per gli account con privilegi [2].

## Per approfondire

La revisione 800-63-3 del NIST, sostituita dal 1° agosto 2025, raccomandava che i servizi consentissero l'incolla nei campi password [6]. La CNIL descrive il gestore come un database di password cifrato da un'unica password «principale» la cui sicurezza ha potuto essere verificata [1].

## Fonti

1. CNIL, «Les conseils de la CNIL pour un bon mot de passe», 26 gennaio 2017. https://www.cnil.fr/fr/les-conseils-de-la-cnil-pour-un-bon-mot-de-passe (consultato il 3 novembre 2026)
2. NCSC (Royaume-Uni), «Password manager buyers guide», 19 novembre 2018. https://www.ncsc.gov.uk/collection/passwords/password-manager-buyers-guide (consultato il 3 novembre 2026)
3. MITRE ATT&CK, «Credentials from Password Stores: Credentials from Web Browsers, Sub-technique T1555.003 - Enterprise | MITRE ATT&CK®», 12 febbraio 2020. https://attack.mitre.org/techniques/T1555/003/ (consultato il 3 novembre 2026)
4. CISA, «Use Strong Passwords | CISA». https://www.cisa.gov/secure-our-world/use-strong-passwords (consultato il 3 novembre 2026)
5. NCSC (Royaume-Uni), «Password policy: updating your approach», 19 novembre 2018. https://www.ncsc.gov.uk/collection/passwords/updating-your-approach (consultato il 3 novembre 2026)
6. NIST, «NIST Special Publication 800-63B». https://pages.nist.gov/800-63-3/sp800-63b.html (consultato il 3 novembre 2026)

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Fonte originale: Cyberpedia, l'enciclopedia pubblica di cybersicurezza e IA pubblicata da Brain. Versione canonica: https://startbrain.io/cyberpedia/it/articles/gestore-password-aziendale-vs-browser/
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